Accettazione e scheda di lavoro
Il veicolo entra e la scheda si apre: dati, chilometri, difetto segnalato, foto. Chi lavora in officina vede subito cosa c'è da fare e a che punto è.
Costruito sul flusso di lavoro della tua officina, non su quello di un software preconfezionato. Il codice resta tuo per sempre.
Le officine che incontriamo hanno quasi sempre lo stesso quadro: un gestionale contabile che fa bene le fatture e niente altro, i preventivi rifatti a mano ogni volta, il magazzino ricambi allineato a memoria e lo storico di un mezzo sparso fra schede cartacee, messaggi e teste delle persone.
Il problema non è la mancanza di software: è che il software disponibile è scritto per un'officina media che non esiste. Chi monta pneumatici ragiona per stagionalità e depositi, chi fa meccanica ragiona per tagliandi e ricambi, chi lavora su bici ragiona per componenti e cicli di manutenzione. Costringere tre flussi diversi dentro la stessa maschera significa che nessuno dei tre viene servito bene, e nessuno ne esce vincitore.
Un gestionale su misura parte dal verso opposto: prima si guarda come lavora l'officina, poi si scrive il software. Su misura non vuol dire costoso.
Il veicolo entra e la scheda si apre: dati, chilometri, difetto segnalato, foto. Chi lavora in officina vede subito cosa c'è da fare e a che punto è.
Manodopera, ricambi e tempari si combinano da soli. Il preventivo esce in minuti, resta agganciato alla commessa e si confronta con il consuntivo a lavoro chiuso.
Giacenze reali, sotto scorta, ordini ai fornitori e ricambi impegnati su una commessa. Senza il doppio lavoro di aggiornare due sistemi.
Ogni intervento resta attaccato al mezzo e al cliente: cosa è stato fatto, quando, con quali ricambi. È la base per le chiamate di richiamo e per il rapporto nel tempo.
Il gestionale contabile che già usi resta dov'è: ci colleghiamo via API o con scambi programmati, invece di sostituirlo e rifare tutto da capo.
Chi è in fossa o al banco lavora da tablet e telefono, non dal gestionale dell'ufficio. Le stesse informazioni, su uno schermo che si usa con le mani sporche.
Per un'officina abbiamo costruito un ecosistema B2B2C che tiene insieme il CRM, la preventivazione dinamica e una scheda digitale del mezzo aggiornata a ogni passaggio, una manutenzione predittiva dinamica, con i dati di utilizzo importati dall'integrazione con Strava. Il risultato misurato: 40% di tempo in meno sulle attività di gestione e 25% di fidelizzazione in più.
Non lavoriamo a canone di licenza. Il codice sorgente è di proprietà del cliente al 100%, insieme alla documentazione delle API e agli accessi ai repository. Se un domani vuoi portare il lavoro altrove, puoi farlo: è una scelta di architettura, non una promessa commerciale.
Realizziamo soluzioni semplici con investimenti intorno ai quindicimila euro, così come sistemi evoluti da svariate decine di migliaia. Si parte da una fase di analisi del flusso di lavoro, da cui esce un preventivo con forchetta di spesa, perimetro di ciò che verrà sviluppato, scadenze e costi ricorrenti espliciti (come ad esempio l'hosting). Un primo modulo funzionante costa molto meno di una piattaforma complessa, e spesso è proprio il modo giusto di iniziare.
Nel preventivo avrai una fascia di prezzo. A parità di requisiti iniziali, blocchiamo la tariffa massima: qualsiasi eccedenza viene assorbita da noi.
Sì, ed è l'approccio che consigliamo. Si sceglie il punto che fa più male (di solito preventivi o triage), si rilascia quello e lo si usa in officina per qualche settimana. Le priorità successive le decide l'uso reale, non un documento scritto sei mesi prima.
Sì, è una delle cose che facciamo più spesso. Ci colleghiamo a ERP e gestionali esistenti via REST API, scambi programmati o altri canali sicuri, così la contabilità resta dov'è e l'officina smette di inserire gli stessi dati due volte.
Sì, ed è proprio il motivo per cui ha senso il su misura. Un gommista ha bisogno di depositi stagionali e gestione degli pneumatici a cliente; un'officina bici ragiona per componenti e cicli di manutenzione. Sono flussi diversi, e un software costruito sul flusso li segue invece di forzarli.
I dati sono tuoi e restano accessibili: nessun formato chiuso, nessun blocco all'export. Il codice sorgente è di proprietà del cliente e viene consegnato con documentazione e accessi, quindi anche il fornitore è sostituibile senza rifare la piattaforma.
Si parla, si capisce cosa ti frena e si parte con la prima implementazione.